Chi Siamo

La LEA Hydromantes viene gestita da:
Manuela Mulargia, Giovanni Mele e Maria Luisa Mason.
Ci occupiamo di educazione ambientale, ricerca, creazione di itinerari ambientali, promozione del territorio e organizzazione di escursioni.
Le nostre iniziative e progetti sono rivolte alle scuole, enti pubblici, privati e turisti.
Gestiamo il CEAS Santa Lucia Siniscola.
Puoi contattarci alla seguente email: lea.hydromantes@tiscali.it

martedì 30 gennaio 2018

SALVIAMO LE DUNE DI CAPO COMINO

Sarbemus sas dunas de Capu Cuminu
 
Sta partendo il progetto di educazione ambientale "Salviamo le dune di Capo Comino", finanziato dalla Regione Sardegna e portato avanti con l’amministrazione comunale di Siniscola, sensibile alle criticità che colpiscono il sistema dunale di Capo Comino.
 
Si è deciso di intraprendere delle azioni di tutela e salvaguardia di questo delicato e ormai compromesso ecosistema. Fra le principali problematiche: l’erosione delle dune a causa dell’eccessiva pressione antropica non regolamentata; la moria dei ginepri presenti nell’area, per causa di un fungo (la Diplodia africana) e della sbagliata consuetudine di campeggiare in mezzo ai ginepri.
 
L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i fruitori dell’area alle problematiche su esposte e insieme a loro, attraverso attività di progettazione partecipata, trovare delle soluzioni efficaci da attuare nel breve e lungo periodo.

Altro obiettivo importante è far conoscere il fragile ecosistema costiero, minacciato da: cambiamento climatico e cattive pratiche. Dall’altra parte illustrare e proporre eventuali soluzioni, come per esempio una corretta alimentazione e scelta del pescato da mangiare per non incidere sugli stock ittici; l’importanza della Posidonia oceanica per la salute del mare e dell’ecosistema costiero; una fruizione più consapevole del sistema dunale.

Seguiteci vi manterremo informati sulle iniziative ...
 
 
 

lunedì 22 gennaio 2018

Presentazione libro "Ortobene Wildlife!

 
Il CEAS Santa Lucia in collaborazione con la biblioteca comunale di Siniscola e Dialoghi con l'autore
giovedì 25 gennaio alle ore 18:00
presso la Biblioteca in via Roma, 37
presenta
ORTOBENE WILDLIFE
di Bobore Frau
 
Vi aspettiamo

lunedì 15 gennaio 2018

Sant'Antonio e il dolce di Su Pistiddu


I riti per Sant'Antonio a Siniscola
È una delle ricorrenze religiose più importanti per la comunità siniscolese. Leggenda e storia, sacro e profano si mescolano nella rielaborazione cristiana del mito di Prometeo, che rubò il fuoco agli dei e lo donò agli uomini. La domenica antecedente al 16 gennaio, per le vie del paese sfilano i carri che raccolgono le frasche per il falò dedicato al santo (Su ramasinu). La sera del 16 Gennaio il sacerdote benedisce il fuoco (Su olone) prima che venga acceso. Al centro del falò è posto un palo con un maialetto: il ragazzo che per primo riesce a raggiungerlo lo avrà in premio. Il comitato organizzatore offre a tutti “sos pistiddos”, dolci della tradizione e il vino nuovo.

Ricetta di Su Pistiddu

Pasta (dosi per 1 Kg)
1 Kg farina sarda
2 uova intere
1 cucchiaio di strutto
Acqua e un pizzico di sale e zucchero

Sa Iddanda, il ripieno
1 Kg di semola
1,5 Kg di zucchero
1 Kg di miele
0,5 Kg di abbamele
4 l d’acqua (che va messa a bollire con la scorza di arancia e mandarini)
Si possono aggiungere cannella o chiodi di garofano se piacciono.
Sos pistiddos. Foto Arianna Tola

Chiesa di Sant'Antonio a Siniscola

Su olone

Su olone
 

sabato 13 gennaio 2018

Sa Pompia: il frutto e il dolce della tradizione a Siniscola


A Siniscola, si coltiva e lavora Sa Pompia un agrume tipico della Baronia, che grazie alla presenza del Monte Albo presenta un microclima favorevole alla delicata specie. La salvaguardia dall’estinzione si deve al tradizionale utilizzo alimentare nel Comune di Siniscola: l’albedo del frutto, sottoposto a un lungo processo di canditura nel miele, serve a preparare un dolce tipico: Sa Pompia Intrea.

Sa Pompia, a Siniscola è considerato il dolce per eccellenza delle grandi occasioni. La ricetta della sua preparazione è stata tramandata immutata. Si ottiene attraverso un processo di lavorazione lungo e meticoloso. Al frutto viene tolta la scorza esterna e la polpa interna, prestando attenzione che non si rompa. Fatta lessare in acqua bollente, sa pompia è pronta per la canditura, che secondo tradizione richiede l’utilizzo di miele millefiori (ingrediente che garantisce anche una migliore conservazione). Sa pompia viene poi posta in un tegame di rame dove in precedenza è stato messo a scaldare il miele, che deve ricoprire interamente il frutto e deve essere aggiunto man mano che viene assorbito. Si lascia poi cuocere per diverse ore a fuoco moderato fino a quando non assume un caratteristico colore ambrato. Si conserva dentro i vasi con lo sciroppo di cottura. Oltre alla ricetta tradizionale sa pompia è utilizzata per confezionare marmellate, gelatine e liquori che permettono raffinati accostamenti con formaggi freschi e stagionati, verdure, gelati e panna cotta.
Il frutto di Sa Pompia