Chi Siamo

Ci occupiamo di educazione ambientale, ricerca, creazione di itinerari ambientali, promozione del territorio e organizzazione di escursioni.
Le nostre iniziative e progetti sono rivolte alle scuole, enti pubblici, privati e turisti.
Gestiamo il CEAS Santa Lucia Siniscola.
Puoi contattarci alla seguente email: lea.hydromantes@tiscali.it

martedì 8 febbraio 2011

ECOTURISMO


Di fronte alle minacce poste nei confronti degli ecosistemi e della biodiversità dallo sviluppo del turismo di massa e da altre forme di turismo non adeguatamente pianificate e gestite, l’ecoturismo, mercato di nicchia ma in continua ascesa, si pone come uno strumento teso a limitare gli impatti ambientali ed anzi, per certi aspetti, a promuovere la tutela delle risorse naturali e culturali la cui attrattività è alla base del successo dell’industria turistica. Ma quali sono le caratteristiche e i principi dell’ecoturismo? Una delle prime definizioni venne formulata nel 1991 dall’International Ecotourism Society (TIES):

“L’ecoturismo è una forma di turismo responsabile in aree naturali, che protegge l’ambiente e sostiene il benessere delle comunità locali”.                

Un’altra definizione significativa viene data dal World Conservation Union (WCU) nel 1996, secondo cui per ecoturismo si intende:

“ una forma di turismo e di visita responsabile verso aree naturali poco affollate, al fine di godere ed apprezzare la natura (ed ogni altra attrazione culturale- sia antica che contemporanea), che promuove la conservazione, ha bassi impatti negativi, e collabora ad un attivo coinvolgimento socio-economico delle popolazioni locali”.

Parlare di ecoturismo, dunque, non significa considerare solamente la tematica ambientale, ma abbracciare tutti i principi del turismo sostenibile, ossia la valorizzazione sociale, culturale ed economica del territorio e della comunità in esso residente, attraverso la promozione di una gestione locale dei servizi turistici. In questo senso, in un’epoca storica in cui la globalizzazione economica rende il controllo economico locale sempre più difficile, l’ecoturismo cerca di invertire questa tendenza promuovendo il pieno coinvolgimento dell’imprenditoria e della comunità locale nel processo di pianificazione e gestione dell’offerta turistica.
Un altro termine presente in entrambe le definizioni è “responsabile”: nella vacanza ecoturistica il visitatore è chiamato a giocare un ruolo di primo piano nella tutela dell’ambiente e della cultura locale, attraverso il rispetto di alcuni codici di comportamento e la scelta di un prodotto di viaggio effettivamente ecocompatibile.
Da un punto di vista funzionale, l’ecoturismo costituisce un modello esemplare di sviluppo sostenibile in quanto è un turismo prevalentemente individuale o di piccola scala (gruppi fino alle 25 persone ed alberghi con meno di 100 posti letto) che viene gestito da piccole e medie imprese in aree naturali, determinando in questo modo bassi impatti ecologici e sociali sul territorio, a differenza del turismo di massa.


Caratteristiche dell’ecoturismo



  • Contribuisce alla conservazione della biodiversità.


  • Sostiene il benessere delle comunità locali.


  • Comprende un’esperienza di apprendimento e conoscenza.


  • Richiede un atteggiamento responsabile da parte dei turisti e dell’industria turistica.


  • E’ rivolto essenzialmente a piccoli gruppi ed organizzato e gestito da piccole e medie imprese.


  • Richiede il minor consumo possibile di risorse non rinnovabili.


  • Incoraggia la partecipazione della comunità e dell’imprenditoria locale, specialmente delle comunità agricole.

venerdì 14 gennaio 2011

L'IMPATTO DELL'UOMO SULL'AMBIENTE


Provate a immaginare la Terra senza ecosistemi. Ogni ecosistema rappresenta una soluzione a una particolare sfida che la vita ci pone davanti, trovata in millenni. Senza ecosistemi, la Terra sembrerebbe l’immagine spoglia e senza vita che vediamo osservando Marte.

                                                                                             World Resources 2000-2001



L’IMPATTO DELL’UOMO SULL’AMBIENTE

La pressione totale dell’uomo sulle risorse naturali del pianeta supera del 20% le capacità della Terra. Dalla sua comparsa come specie dominante nel genere Homo, circa 30.000 anni fa, l’Homo sapiens è diventato la forma di vita più potente, creativa e, in ultima analisi, distruttiva del pianeta. La velocità di moltiplicazione e aggregazione dell’uomo in vaste aree urbane esercita una tale pressione sull’ambiente che, in alcuni luoghi, questo non è più in grado di reggere il ritmo.
L’attività mineraria, l’utilizzo di carburanti fossili e altre attività industriali inquinanti, l’agricoltura intensiva con eccessivo uso di prodotti chimici, il disboscamento per il legname e l’agricoltura, la creazione di reti stradali che frammentano l’ecosistema, l’eccessiva estrazione di acqua dalle falde acquifere stanno cambiando in modo irrevocabile l’ambiente. Il delicato equilibrio tra le specie che formano il ricco e vario ecosistema terrestre è stato disturbato e migliaia di forme di vita rischiano l’estinzione per le attività di una singola specie. Distruggendo i vari ecosistemi, prepariamo la nostra stessa distruzione, poiché la nostra sopravvivenza dipende da tali ecosistemi. Le foreste assorbono anidride carbonica e imbrigliano il terreno dal dilavamento delle acque, le praterie di Posidonia oceanica proteggono le coste, gli oceani aiutano a regolare il clima.
I segni del riscaldamento terrestre sono ormai evidenti in tutto il mondo e i fenomeni avvengono con una rapidità tale che poche tra le specie terrestri, meno di tutte l’uomo, hanno il tempo di adattarsi. Le temperature in aumento e una situazione metereologica più imprevedibile portano a inondazione e siccità. Il livello del mare si alza. I flussi migratori degli animali e le stagioni delle piante stanno mutando, spesso rompendo relazioni di dipendenza reciproca. Le malattie stanno aumentando di numero e la vita, o la sopravviveva, di milioni di persone e centinaia di specie è minacciata.


L























Stagno di Berchida. Siniscola.
Fenicotteri rosa

giovedì 23 dicembre 2010

EDUCAZIONE AMBIENTALE

L'EDUCAZIONE AMBIENTALE

L’educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile è una strategia e uno strumento pensato e messo in atto per facilitare il cambiamento attraverso la conoscenza, la consapevolezza, la capacità di azione responsabile e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni e della cittadinanza adulta.

Uno strumento quanto mai prezioso proprio ora che il cambiamento degli stili di vita diviene una necessità se vogliamo garantire un futuro al nostro pianeta e alle generazioni future. La Pubblica Amministrazione ha l’importante ruolo di promuovere questo strumento culturale trasversale alle discipline, alle strutture e organizzazioni che coinvolge i cittadini nella valorizzazione dei beni comuni.

Il Sistema Nazionale Infea - Informazione Educazione Ambientale
Il Sistema Nazionale Infea è l’organizzazione che ha il compito di difondere l’educazione ambientale quale strumento di cambiamento della società, favorendo l’integrazione delle politiche, in un ottica di sostenibilità. Per raggiungere tale obiettivo, si è attivata, su scala regionale, una rete di strutture per la promozione dell’educazione ambientale nel territorio. A livello regionale, il sistema infea è costituito da una rete di organizzazioni che operano in collaborazione con varie amministrazioni, enti, organismi, associazioni.

Centro regionale di coordinamento
Coordina i soggetti coinvolti nel progetto e ha sede presso il Servizio Sostenibilità Ambientale e valutazione Impatti dell’assessorato della difesa dell’ambiente. In particolare svolge funzioni di indirizzo, promozione, accreditamento e monitoraggio a favore della molteplicità di soggetti e progetti operanti nel campo dell’educazione alla sostenibilità. Il centro è supportato da un gruppo tecnico ed è presieduto dal direttore del servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti.

Nodi provinciali
Attivati presso le 8 province della regione, svolgono la funzione di riferimento, di animazione e di raccordo sul piano organizzativo e propositivo nei confronti della comunità locale. Il loro ruolo è quello di garantire da un lato il coordinamento della Rete Provinciale, in armonia con le attività condivise dal gruppo tecnico Infea di cui fanno parte, e, dall’altro, assicurare il massimo coinvolgimento di tutti gli attori operanti sul territorio provinciale in ambito Infea.

Centri di educazione ambientale
Sono strutture territoriali, di natura pubblica o privata, che svolgono attività di educazione allo sviluppo sostenibile. Sono centri di informazione, documentazione, animazione territoriale e attivazione di risorse, iniziative, progetti e programmi per la sostenibilità, localizzati presso centri urbani e in contesti rurali. Sono rivolti ad una pluralità di soggetti: scuola, comunità locali, liberi professionisti, amministratori pubblici, associazioni di categoria, imprese, università, Enti pubblici e privati ecc..
Nella provincia di Nuoro sono presenti i CEAS Santa Lucia-Siniscola, CEAS Cala Gonone, CEAS Fonni, CEAS Lula e CEAS Bitti.

Progetto Siquas
E' un sistema finalizzato alla definizione degli indicatori di qualità per i centri di educazione ambientale. Nasce dall'esigenza di garantire adeguati standard qualitativi nella realizzazione tecnica e operativa del sistema attraverso un percorso partecipato.

I prodotti del progetto
- un Sistema di indicatori di qualità ovvero un quadro complessivo ordinato per aree, indicatori, indizi e elementi di documentazione riferito alle funzioni dei centri di educazioni ambientale;
- procedure e materiali (dossier, portafolio, report di visita) finalizzate all’accreditamento e alla certificazione dei centri del sistema regionale;
- un quadro di riferimento che esprima una vision condivisa dell’educazione ambientale e alla sostenibilità a livello regionale;
- la sperimentazione del percorso (comprendente i relativi materiali e format) attraverso visite ai centri finalizzata al confronto e alla verifica sperimentale del sistema di indicatori e indizi prodotto.

Nella Provincia di Nuoro ad oggi risultano accreditati i CEAS Santa Lucia Siniscola e il CEAS Cala Gonone.

mercoledì 22 dicembre 2010

GEOTRITONE DEL MONTE ALBO - Speleomantes flavus (Stefani, 1969). (exHydromantes flavus)


Speleomantes flavus (Stefani, 1969).
(ex Hydromantes flavus)

Geotritone del Monte Albo.

Classe Amphibia
Ordine Urodela
Famiglia Plethodontidae
Genere Speleomantes
Specie Speleomantes flavus


Distribuzione.
E’ una specie strettamente endemica.
Presenta un arale di distribuzione estremamente ridotto: è esclusivo della catena del Monte Albo e delle sue propaggini settentrionali.

Habitat.
Durante la stagione piovosa e fresca vive all’esterno delle grotte ed è reperibile sotto le rocce; durante la stagione secca e calda si rifugia nelle grotte calcaree che hanno un alto grado di umidità nell’aria (superiore al 90%).
Di abitudini esclusivamente terrestri e lucifughe, è legato alle formazioni calcaree solo perché in queste si ritrovano, in virtù dei fenomeni carsici, frequenti grotte nelle quali si ricovera quando le condizioni ambientali diventano per lui insostenibili.
E’ considerata una specie troglofila.

Alimentazione.
Si nutre di invertebrati di piccole e medie dimensioni, soprattutto artropodi dall’esoscheletro molle, quali ditteri.

Riproduzione.
Nel periodo degli amori (inverno e primavera) il maschio compie un complicato cerimoniale di
corteggiamento, al termine del quale depone sul terreno le spermatofore che entrano in contatto con la cloaca della femmina durante la prosecuzione della parata nuziale. La fecondazione è dunque interna anche se non esiste accoppiamento.
La specie non necessita di acqua per la riproduzione: le uova, da 6 a 14, inglobate in una sostanza gelatinosa e prossime a schiudersi, vengono deposte singolarmente e sciolte nelle sabbie umide delle grotte, ma anche all’esterno di esse. Le uova hanno uno sviluppo diretto, senza metamorfosi; da queste nasceranno poi delle larve in avanzato stadio di sviluppo.
Si riproduce in genere 2 volte l’anno, tra marzo-aprile e novembre-dicembre.

Minacce.
La specie è minacciata dal disturbo antropico e dal prelievo a scopo collezionistico.

Conservazione e protezione.
Essendo una specie strettamente endemica è da considerare di interesse conservazionistico prioritario a livello nazionale ed internazionale. Per tale motivo, e per il fatto che molte delle cavità naturali abitate da questa specie sono generalmente visitate da biospeleologi e collezionisti, si rendono necessari al più presto degli interventi di tutela, primo fra tutti la regolamentazione dell’accesso in grotta al fine di impedire la cattura di esemplari per scopi commerciali o amatoriali.

Categoria Red List IUCN:VU D2.

Fonti di riferimento per la tutela e conservazione.
-Convenzione di Berna, All.III.
-L.R.23/98.

lunedì 6 dicembre 2010

FESTA DELLA BIODIVERSITA'


Nell’ambito del progetto “La biodiversità come opportunità economica sostenibile” il Comune di Siniscola Assessorato all’Ambiente e il CEAS di Santa Lucia organizzano la manifestazione “La Festa della Biodiversità”.
Il programma dell’iniziativa è il seguente:
 


FESTA DELLA BIODIVERSITA’
11 DICEMBRE 2010
PIAZZA DEL MERCATO - SINISCOLA




18.00 Seminario “Agricoltura sostenibile, valorizzazione degli elementi della biodiversità e multifunzionalità delle aziende agricole”. A cura di LAORE. Aula consiliare del Comune di Siniscola. All’incontro sono invitati a partecipare tutti i cittadini e in particolare gli appartenenti al mondo agropastorale e delle strutture ricettive, infatti le tematiche trattate li riguardano direttamente.

18.00         Spettacolo di Strada - Salvatore Mereu;

19.00         Degustazione di prodotti tipici - Leva ’65 Delle Grazie.
                  Melodie Natalizie

18 - 20.30 Esposizione dei produttori Siniscolesi e dei Paesi dei CEAS (Fonni, Lula, Dorgali, Bitti) partner del progetto.
                        Esposizione di artigiani locali.

21.00       Concerto NO COMMENT

Inoltre la mattina dell’11 gli studenti delle scuole elementari sono stati invitati allo spettacolo teatrale della compagnia BOCCHETEATRO, che si terrà nel Salone Papa Giovanni. La rappresentazione dal titolo “SORICHITTA” è uno spettacolo che nasce per sensibilizzare i bambini al consumo dei prodotti tipici della nostra terra: sos culurjones, sos malloreddos, sos macarones de busa, su casu berbechinu , il miele e l’olio sardi ecc. , contro un sempre più crescente abuso di merendine, patatine e quant’ altro di industriale e poco sano che impera nei nostri supermercati e centri commerciali. La storia dei sapori, dei profumi, dei colori degli alimenti sardi passa attraverso i personaggi della storia: la protagonista, una topolina massaia dal nome di Sorichitta interpretata dall’attrice Monica Corimbi, e dai suoi amici: il corvo Piticò, Zoseppeddu il porcospino e il gatto ladrone Fantagatto, insieme alle bellissime musiche originali di Stefano Ferrari.  Lo spettacolo non manca di dare ai bambini messaggi di solidarietà e regole comportamentali generali.

La manifestazione è inserita all’interno di un progetto articolato e condiviso che vede coinvolgere i partners individuati: Provincia di Nuoro, Comune di Posada, i CEAS della rete INFEA della Provincia di Nuoro, il mondo della scuola e gli operatori del settore agricolo, per l’affermazione della qualità delle produzioni tipiche locali elevando a valore il concetto di Biodiversità Alimentare ed incentivando questo tipo di consumi.
Fra le altre azioni, nell’ITCG “Luigi Oggiano” il CEAS sta portando avanti un progetto per la creazione della “Guida al territorio di Siniscola” in cui sì da particolare risalto alle biodiversità del territorio, ma vuole essere uno strumento per la promozione del territorio con particolare riguardo all’eco-turismo.

giovedì 2 dicembre 2010

FESTA DELLA BIODIVERSITA'


Comune di Siniscola, Assessorato all'Ambiente

con il

Centro di Educazione Ambientale Santa Lucia di Siniscola

organizza



FESTA DELLA BIODIVERSITA’
11 DICEMBRE 2010
PIAZZA DEL MERCATO - SINISCOLA



Programma:

18.00 Seminario “Agricoltura sostenibile, valorizzazione degli elementi della biodiversità e multifunzionalità delle aziende agricole”. A cura di LAORE. Aula consiliare del Comune di Siniscola.

18.00 Spettacolo di Strada - Salvatore Mereu;

19.00 Degustazione di prodotti tipici - Leva ’65 Delle Grazie.
Melodie Natalizie

18 - 20.30 Esposizione dei produttori Siniscolesi e dei Paesi dei CEAS partner del progetto.
Esposizione di artigiani locali.

21.00 Concerto NO COMMENT

domenica 31 ottobre 2010

TREKKING SUL MONTE ALBO DI LULA.


Come arrivarci: Dall'abitato di Lula  si raggiunge la chiesa campestre del Miracolo, alla fine della strada asfaltata si parcheggia la macchina e si inizia il sentiero ben tracciato che ci porta fino a Sa Janna 'e Nurai.
Monta Albo Lula. Nurai Altudè cuili ott. 2010 004Sa Janna 'e Nurai


ITINERARIO: Dal parcheggio ci si avvia lungo una mulattiera in salita che si dirige a E verso la evidente sella di Janna 'e Nurai. Il percorso è in forte pendenza, immerso nella fitta vegetazione, e con un dislivello in salita di circa 200 metri ci porta ad una piccola sella. Il paesaggio si apre, siamo in una grande radura e la vista spazia sull'abitato di Lula e su una vasta porzione di territorio circostante. In direzioni opposte ci sono le due cime gemelle che sovrastano l'abitato di Lula: Punta Catirina e Punta Turuddò, entrambe alte 1127 metri slm. Qualche metro oltre la recinzione, sulla destra, parte un sentierino che si dirige verso delle evidenti pareti: dopo circa 150 metri si scende costeggiando queste pareti fino ad arrivare all'enorme imboccatura della Tumba de Nurai, voragine carsica che sprofonda nel terreno per oltre 100 metri. La tradizione, smentita dalle esplorazioni, racconta che in questo pozzo venissero precipitati, fra risa feroci, i vecchi del paese che avessero perso l'efficienza fisica e psichica.




      Ritornati alla selletta si riprende la direzione originale verso E, arrivando subito a Janna 'e Nurai. La mulattiera ritorna nel bosco, a Sas Patatas, e dopo circa 200 metri arriva ad un bivio segnalato con caratteristici cartelli in legno: a destra si va verso Chilivros e Punta Mandra Brujata: svoltiamo a sinistra, in discesa, fino a immetterci in una valle che prosegue, con forte pendenza e un paio di tornanti, in direzione E.
     In corrispondenza di un segnale di legno e di evidenti segnali di vernice, a sinistra si stacca una pista che porta, dopo duecento metri di forte salita, all'imboccatura della grotta di Sos Omines Agrestes, posta ai piedi di una parete di roccia.

     La grotta è un grande cavernone a sezione triangolare, sulla parete in fondo, dopo aver arrampicato con precauzione per 5/6 metri, si accede ad un cunicolo di circa 40 metri, riccamente concrezionato con stalattiti e formazioni colonnari.
     Una volta ridiscesi si prosegue sulla mulattiera, e dopo circa 1 chilometro di saliscendi, superato un bivio a sinistra che porta nei pressi di Punta Catirina, un segnale ci avverte di svoltare a sinistra per l'insediamento pastorale di Sa Costera.

Monta Albo Lula. Nurai Altudè cuili ott. 2010 096La caratteristica importante di questo posto, in un'areale assolutamente privo di acque superficiali, è una bellissima cisterna, scavata nella roccia e munita di copertura, che raccoglie l'acqua di qualche piccola vena e la conserva fresca e pulita. Una finestrella di legno si apre sulla cisterna, e un secchio legato ad una corda permette di attingere l'acqua. Là davanti si trova un abbeveratoio per il bestiame, e poco distante la capanna del pastore.
     Tornati sulla mulattiera, che diventa sempre più larga e comoda, si continua verso NE per un paio di chilometri, immersi in una lussureggiante lecceta. Di li' a poco, da destra, si innesta un ampio sterrato proveniente dalle zone di Monte Pizzinnu e Janna Petrosa, alle pendici del versante E del massiccio, lungo la SS 131 bis Nuoro Siniscola. Siamo ad Altudè, un grande altopiano ricoperto dalla lecceta e interessato da recenti interventi di riforestazione. La mulattiera si è trasformata in un comodo e ampio sterrato, che si percorre sempre in piano fino ad un incrocio con un'altra rotabile che si dirige a sinistra, a poca distanza dalla strada che arriva da Monte Pizzinnu. Un centinaio di metri dopo questo bivio ne segue un altro, sempre a sinistra, con una pista meno evidente.
     Si imbocca questa deviazione a sinistra e dopo meno di un chilometro arriviamo al "pinnettu" Juanne Moro, una capanna di singolare bellezza e in ottimo stato di conservazione, compresa la copertura di frasche in perfetta efficienza.
     Dopo una sosta ristoratrice si riprende la marcia: dietro il "pinnettu" una mulattiera in salita, nuovamente stretta e sconnessa, talvolta invasa da abbondante vegetazione, comincia a risalire verso i costoni calcarei di Sas Puntas. Un tornante dopo l'altro si guadagna quota verso le creste che guardano a NO, nuovamente verso Lula. Si sale per 300 metri di quota e, uscendo dal bosco fitto, ci si può voltare indietro e ammirare la vista verso i Piani di Altudè e, in lontananza, verso Monte Senes e la Baronia.
     Passo dopo passo si arriva ad un pianoro sotto le creste: ancora più su, davanti a noi, una spianata addossata alle pareti che danno verso la vallata e verso Lula. Si comincia a intravvedere, a Sae Mussinu, la cima del "pinnettu" proprio sul bordo della ripidissima discesa verso il fondovalle.
     Raggiunta la capanna, sull'altopiano ormai brullo e degradato, ci troviamo di fronte un enorme fenditura nella parete calcarea, che da nel vuoto, e istintivamente ci si aspetta che sia la porta verso la vallata sottostante; ma basta una occhiata per rendersi conto dell'assoluta verticalità del paesaggio, che non consente nessuna discesa. Bisogna spostarsi verso sinistra di qualche decina di metri, vicino al rudere di un vecchio ovile, per trovare il varco che si tuffa in una spettacolare discesa attraverso una delle scale più aeree e vertiginose delle nostre montagne. Sembra impossibile, davanti ad un paesaggio cosi' verticale, che si sia potuto ricavare un passaggio fino alla vallata.


     La discesa, di 300 metri di dislivello, avviene serpeggiando con strettissimi tornantini, in uno scenario mozzafiato. Dopo poco il carsismo nudo cede il passo alla macchia mediterranea, e il pendio si addolcisce un po' restando tuttavia molto scosceso. In meno di un'ora si scende fino alla strada asfaltata Lula - Sant'Anna.