Chi Siamo

Ci occupiamo di educazione ambientale, ricerca, creazione di itinerari ambientali, promozione del territorio e organizzazione di escursioni.
Le nostre iniziative e progetti sono rivolte alle scuole, enti pubblici, privati e turisti.
Gestiamo il CEAS Santa Lucia Siniscola.
Puoi contattarci alla seguente email: lea.hydromantes@tiscali.it

mercoledì 12 maggio 2010

Nuovi finanziamenti con il Piano di Sviluppo Rurale

Misura 214: domande di aiuto per la gestione sostenibile dei terreni agricoli

L’Assessorato dell’agricoltura e riforma agro-pastorale ricorda che è possibile presentare le domande di aiuto/pagamento per la Misura 214- Pagamenti Agroambientali del Psr.



La Misura 214 attraverso le singole Azioni persegue l’obiettivo di favorire un utilizzo e una gestione sostenibile dei terreni agricoli, promuovendo la salvaguardia della risorsa acqua, la tutela del suolo, la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità, del paesaggio agrario e il miglioramento della qualità dell’aria.

Possono essere presentate le seguenti domande di aiuto:
- per nuovi impegni a partire dal 2010 per il periodo di impegno 2010-2015
azione 1. agricoltura biologica; azione 2. difesa del suolo; azione 4. intervento 2. razze minacciate di abbandono; azione 6. produzione integrata; azione 7. tutela dell’habitat della gallina prataiola.
- per conferma/adeguamento impegni assunti per il periodo di impegno 2008-2013
azione 1. agricoltura biologica; azione 2. difesa del suolo; azione 4. intervento 2. razze minacciate di abbandono.

Queste le scadenze:
17 maggio 2010 per le Azioni: 1. Agricoltura biologica, 2. Difesa del suolo, 6. Produzione integrata e 7. Tutela habitat Gallina prataiola;
9 giugno 2010 per l’Azione 4.2 Razze minacciate di abbandono.

L’Assessorato informa, inoltre che è stato pubblicato un documento con la variazione del periodo di impegno e la rettifica dell’ allegato C azione 6 relativo all’elenco delle colture e raggruppamenti colturali a premio.

Per la compilazione delle domande è necessario rivolgersi ai Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa).

Eventuali informazioni potranno essere richieste presso l’Ufficio relazioni con il pubblico dell’ARGEA Sardegna al n° 070/60262022.

venerdì 7 maggio 2010

Fattoria didattica e sociale Sa Ontonera - Fonni

Visita alla Fattoria didattica Sa Ontonera a Fonni e gemellaggio con il CEAS Gennargentu di Fonni.

Con gli alunni della 3°A delle scuole medie di Posada siamo arrivati in pullman verso le 10:00, lì ci hanno accolto Mariantonietta, Maddalena, Giovanni e Cristoforo.


Fattoria didattica SLa sede della Fattoria, nella strada provinciale n°69, vicino al passo Caravai.












Durante la visita Mariantonietta ci ha fatto da guida spiegandoci cosa produce l'azienda, tutto con criteri biologici, la storia del cane fonnese e il percorso didattico della biodiversità con tante specie di pere locali che sono state ricercate e valorizzate.

Fattoria didattica SPoi Giovanni ci ha spiegato e ci ha fatto vedere come si fà il formaggio.


Fattoria didattica SAlcuni dei ragazzi hanno voluto provare a farlo personalmente...








I tecnici di LAORE invece ci hanno mostrato come si fà un innesto, tecnica importante per salvaguardare tante specie della biodiversità che altrimenti potremmo perdere.

Fattoria didattica S












La giornata si è conclusa con un ottimo pranzo fatto con i prodotti dell'azienda.

domenica 2 maggio 2010

I forni di calce.

Il territorio dell'Alta Baronia è caratterizzato dalla presenza del Monte Albo, una notevole dominante ambientale che nel corso dei tempi ha influenzato in modo considerevole la storia, l'economia e lo sviluppo sociale delle popolazioni circostanti. Alle sue caratteristiche geologiche si lega indissolubilmente una tra le principali risorse del territorio, rappresentata dalla roccia calcarea, che nel passato ha determinato la nascita di attività come quella dei carchinajos, i cavatori di calce. Gli antichi forni di calce, che si incontrano numerosi alle falde della montagna, testimoniano le buone pratiche adottate dai nostri antenati in passato e l'uso sostenibile delle risorse ambientali a propria disposizione. Ancora oggi l'attività di cava costituisce una delle più importanti fonti economiche dell'area del Monte Albo. Da questo forte legame prende sunto il nostro progetto, che intende analizzare il rapporto tra uomo, natura e ambiente, al fine di stimolare una riflessione sugli stili di vita "arcaici", traendone insegnamento per uno sviluppo più sostenibile, in cui si fondano antico e moderno.

A presto i risultati della nostra ricerca.

Siniscola

Il territorio dell'Alta Baronia è caratterizzato dalla presenza del Monte Albo, una notevole dominante ambientale che nel corso dei tempi ha influenzato in modo considerevole la storia, l'economia e lo sviluppo sociale delle popolazioni circostanti. Alle sue caratteristiche geologiche si lega indissolubilmente una tra le principali risorse del territorio, rappresentata dalla roccia calcarea, che nel passato ha determinato la nascita di attività come quella dei carchinajos, i cavatori di calce. Gli antichi forni di calce, che si incontrano numerosi alle falde della montagna, testimoniano le buone pratiche adottate dai nostri antenati in passato e l'uso sostenibile delle risorse ambientali a propria disposizione. Ancora oggi l'attività di cava costituisce una delle più importanti fonti economiche dell'area del Monte Albo. Da questo forte legame prende sunto il nostro progetto, che intende analizzare il rapporto tra uomo, natura e ambiente, al fine di stimolare una riflessione sugli stili di vita "arcaici", traendone insegnamento per uno sviluppo più sostenibile, in cui si fondano antico e moderno.

A presto i risultati della nostra ricerca.

domenica 25 aprile 2010

Escursioni sul territorio


Organizziamo tante escursioni sul territorio

Monte Albo
Capo Comino
Grotte

per chi vuole visitare l'interno della Sardegna, offriamo interessanti proposte

contattateci per maggiori informazioni

lea.hydromantes@tiscali.it


Su Cantaru – Chiesa della Madonna della Salute
Al sentiero si giunge attraverso la strada provinciale Siniscola Lodè Lula. Si percorre una vecchia carrareccia che si snoda all’interno di boschi di leccio e macchia mediterranea, tipica formazione vegetale che caratterizza la Sardegna e il bacino del mediterraneo. Al termine di questo primo tratto giungiamo nella chiesa campestre della Madonna della Salute che sorge in località Santu Pretu de Luittu, la chiesa era stata distrutta e abbandonata; soltanto grazie all’opera di un gruppo di volontari locali è stata ricostruita e consacrata il 21 giungo 1997. La festa solenne ricorre, ogni anno, la seconda domenica di settembre.Dallo spiazzo della chiesa si può ammirare il paesaggio circostante che comprende la cittadina di Siniscola, la piana, la costa e alle spalle il massiccio calcareo del Monte Albo.

Bosco Ususule
Uno dei rari lembi di lecceta primaria che in Sardegna non abbiano subito utilizzazioni forestali. Sono frequenti inoltre il corbezzolo (Arbutus unedo L.), la fillirea (Phillyrea latifoglia L.) ed il ginepro ossicedro (Juniperus oxycedrus L.), per lo più in forma arborea. Le specie erbacee sono scarse e nel periodo primaverile è il ciclamino quello più abbondante. All’interno del bosco si trova un’area pic-nic con tavolini e una fontana. Superato Ususule raggiungiamo la Fontana di Grassianu circondata da una pineta; proseguendo sul sentiero possiamo vedere un antico forno della calce, da qui la pineta viene sostituita dalle tipiche formazioni vegetali dell’area mediterranea.

Ulidone.
S’Ulidone dal sardo all’italiano viene tradotto come corbezzolo (Arbustus unedo) una delle piante tipiche della macchia mediterranea, caratterizzata da un frutto commestibile ovoidale di colore rosso arancio a maturità. Nell’area sono presenti degli esemplari giganti di questa pianta da qui il nome dato alla località. Oltre a questi il paesaggio è caratterizzato da garighe a Santolina corsica, macchia mediterranea, ginepri secolari e boschi di leccio. Inoltre sono presenti diverse fontane attrezzate con punti ristoro. Dall’area si accede ad uno dei sentieri che conducono a Punta Cupetti.

Punta Cupetti
Attraverso il sentiero ben tracciato detto S’Iscala de su Tassu, si giunge ai campi carsici di Punta Cupetti (1029 metri s.l.m.). Sulla cima si può osservare l’isola di Tavolara, il lago artificiale del fiume Posada, Monte Nurres, Posada, il mare di La Caletta e S. Lucia e naturalmente la cittadina di Siniscola. Sul pianoro è possibile ammirare gli antichi ovili e Su Pinnatu l’antica dimora dei pastori sardi.
Sui campi presenti sulla cima, un tempo venivano coltivati grano e orzo, oggi esistono soltanto garighe a Santolina corsica endemismo sardo-corso, caratterizzato da dei bassi pulvini che fioriscono a maggio giugno colorando di giallo la piana.
Sulle pareti calcaree si possono notare varie piante endemiche rupicole, tra cui: Hesperis laciniata All., Alyssum tavolarae Briq., Laserpitium gallicum L., Lactuca longidentata Moris, Brassica insularis Moris, Ptychotis sardoa ed inoltre, molto rara in Sardegna, Saxifraga lingulata subsp. australis. Nel versante orientale si rinvengono esemplari di notevoli dimensioni di Tasso (Taxus baccata L.), che vive preferibilmente in ambienti ombrosi e freschi.
Fra le varie specie animali troviamo: corvi imperiali con il becco e il piumaggio nero; l’aquila reale e il gracchio corallino, che nidifica sul Monte Albo e in particolare a Punta Cupetti; è una specie piuttosto socievole; con una colorazione del piumaggio nera con evidenti riflessi blu, le zampe e il becco sono rosse.
Dopo aver attraversato S’Ena ‘e Cupetti il sentiero discende verso la località denominata S’Adde da cui ha origine un rivolo che sprofonda rapidamente nel sottosuolo, da qui il nome di Riu Siccu (rio secco) che assume il profondo canalone che separa Punta Cupetti dalla restante parte del Monte Albo. Il canalone attraversato dal rio è una delle zone più ricca di acero minore (Acer monspessulanum L.) e orniello (Fraxinus ornus).

La linea di cresta del Monte Albo.
Le creste del Monte Albo sono caratterizzate da dei pianori carsici che si alternano lungo tutto il percorso. Il paesaggio è dominato dal bianco accecante del calcare con le tipiche formazioni erosive che lo rappresenta, intervallato dagli sprazzi di colore delle piante che crescono su questi altopiani come il rosso e il verde dell’euforbia. I pianori in sardo vengono chiamati Sa S’Enas e in passato venivano coltivati o usati per il pascolo di ovini e bovini, a testimonianza di ciò rimangono i resti degli antichi ovili. Oggi sono ricoperti da garighe prevalentemente a Santolina corsica ed elicriso e vengono pascolati da mufloni, cinghiali e altri animali allo stato brado. Gli alberi sono sporadici si incontrano esemplari isolati o in piccoli gruppi di peri selvatici, aceri, ginepri e lecci abbarbicati nelle rocce. 

martedì 13 aprile 2010

IL RISPARMIO ENERGETICO E DELLE RISORSE NELLE ABITAZIONI


Gran parte dell'energia mondiale prodotta viene utilizzata nelle nostre abitazioni. Il risparmio energetico nelle abitazioni si può ottenere modificando alcuni dei nostri comportamenti quotidiani, e realizzando case che per il loro riscaldamento o raffrescamento vadano a consumare una bassa quantità di energia nonchè utilizzando energie alternative e rinnovabili che non inquinano, perseguendo i seguenti obiettivi:



  1. Controllo del microclima.


  2. Risparmio energetico.


  3. Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.


  4. Utilizzo di materiali sostenibili e riciclati.


  5. Corretto utilizzo dell'acqua.


L'evoluzione del concetto di sviluppo sostenibile


A partire dagli anni '60 e '70 del secolo scorso, con la formazione delle prime associazioni ambientaliste, nasce il dibattito sul rapporto tra economia e ambiente, nella sempre più evidente necessità di preservare la qualità del patrimonio naturale e nella consapevolezza che, essendo le risorse del pianeta tendenzialmente esauribili, dovessero essere rivisti ed equilibrati i modelli di sviluppo. Alla fine degli anni '80 è stato definito il concetto di "sviluppo sostenibile".

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Viene proposto un modello di sviluppo compatibile con le esigenze di tutela e salvaguardia delle risorse e capitale dell'umanità, che ripropone una visione del mondo nella quale il fine ultimo è rappresentato da:



  • il raggiungimento di una migliore qualità della vita;


  • la diffusione di una prosperità crescente ed equa;


  • dal conseguimento di un livello ambientale non dannoso per l'uomo e per le altre specie viventi e nel quale sia possibile una più equa accessibilità alle risorse.


La consapevolezza che qualcosa dovesse cambiare nel rapporto uomo-ambiente e che fosse necessario definire, anche a livello mondiale, una politica ambientale ha portato gli Stati a tipulare convenzioni e a predisporre strumenti volti a proteggere l'ambiente in ogni sua forma a livello globale. Nel 1992, nella famosa "Conferenza di Rio", gli scienziati indicano le prove di un "riscaldamento globale" del pianeta nel ritiro dei ghiacciai, nell'assotigliamento della calotta polare, nella diminuzione delle nevi perenni, nell'aumento delle precipitazioni e nell'incremento delle manifestazioni metereologiche più estreme.
Imputati principali del riscaldamento sono indicati nei gas ad effetto serra, dovuti all'impiego di combustibili fossili (petrolio, carbone...). Attraverso la stipula di Convenzioni (la più conosciuta è il Protocollo di Kyoto) è stato fissato l'obiettivo di stabilizzare la concentrazione in atmosfera dei gas serra, ad un livello tale da impedire pericolose conseguenze per il sistema climatico, attraverso la riduzione dei consumi (gli sprechi!) di energia e di risorse in generale e incentivando l'uso di fonti energetiche rinnovabili e alternative.