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giovedì 3 giugno 2010

L'evoluzione geologica del Monte Albo

L'evoluzione geologica del Monte Albo

La catena del Monte Albo come oggi la conosciamo è il risultato di diversi e inarrestabili processi geologici succedutisi dall'alba dei tempi. Per capire l'evoluzione è necessario focalizzare l'attenzione sui rilievi che lo incorniciano sia a nord-ovest che a sud-est, costituiti da terreni più antichi di origine metamorfica, per lo più di natura scistosa, prodotti da possenti movimenti orogenetici. Sono i testimoni degli originari strati sedimentari che vennero sconvolti, 350 milioni di anni fa, dall'orogenesi ercinica, alla quale si deve l'innalzamento di altissime catene montuose, seguito dall'intrusione delle masse granitiche. Si venne così a formare l'ossatura del micro continente sardo-corso. Terminata l'orogenesi ercinica, seguì la lunga fase del Permiano, durata circa 45 milioni di anni, durante la quale le grandi montagne vennero profondamente incise dall'azione impetuosa e continua dei corsi d'acqua, trasportando a valle smisurate quantità di sedimenti. L'intensa attività erosiva produsse lo smantellamento delle catene montuose, riducendo il micro continente sardo-corso a una dorsale centrale, circondata da vaste superfici spianate.
E' in questo scenario che iniziò il lungo e lento processo di ingressione marina che diede origine alla sedimentazione dei calcari del Monte Albo nel corso dell'età Mesozoica. Allo stesso modo si formarono diversi altri rilievi sardi, come il monte Tuttavista, l'isola di Tavolara, il vasto Supramonte, i calcari della nurra e quelli di Porto Pino. Queste rocce iniziarono a depositarsi circa 180 milioni di anni fa in ambienti simili alle attuali barriere coralline dei mari caldi.
Durante il Giurassico si verificarono tre cicli sedimentari accompagnati da notevoli variazioni del livello marino, con fenomeni alternati di trasgressione e regressione che, di volta in volta, modificavano gli ambienti di deposizione. Il mare inziò la sua avanzata con acque poco profonde, instaurando un sistema costiero caratterizzato da lagune: in questo contesto si formarono le rocce dolomitiche di colore grigio, che attualmente costituiscono la base del versante occidentale del Monte Albo. Col passare di milioni di anni, il livello marino andò gradualmente aumentando, fino a creare l'ambiente favorevole alla vita degli organismi costruttori delle barriere oralline, dando così origine ai calcari compatti chiari. Successivamente l'azione del moto ondoso portò alla progressiva disgregazione delle strutture delle scogliere e alla conseguente formazione dei calcari bioclastici compatti disposti a bancate. Al termine del Mesozoico la successione degli strati sedimentari di natura calcarea reggiungeva ormai i 1000 m.
L'orogenesi che caratterizza l'era Cenozoica scatenò una serie di imponenti fenomeni tettonici, provocando il distacco del blocco sardo-corso dal contesto europeo e la sua deriva nel Mediterraneo fino a raggiungere l'attuale collocazione. Possenti spinte telluriche determinarono lo sbandamento del massiccio del Monte Albo fino alla collisione con il basamento granitico sollevato di monte Senes, provocando inoltre la sovrapposizione delle dolomie basali del Giurassico sui calcari stratigraficamente più alti. Gli effetti di questi movimenti sono ancora evidenti nelle strutture geologiche e nell'intensa fratturazione delle rocce.
Con un processo inarrestabile che continua fino ai giorni nostri, nel corso degli ultimi milioni di anni l'erosione delle rocce calcaree, operata dagli agenti esogeni come la pioggia e il vento, ha contribuito a determinare l'attuale configurazione del paesaggio.

le creste Monte Albo 2007 002

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