Chi Siamo

La LEA Hydromantes viene gestita da:
Manuela Mulargia, Giovanni Mele e Maria Luisa Mason.
Ci occupiamo di educazione ambientale, ricerca, creazione di itinerari ambientali, promozione del territorio e organizzazione di escursioni.
Le nostre iniziative e progetti sono rivolte alle scuole, enti pubblici, privati e turisti.
Gestiamo il CEAS Santa Lucia Siniscola.
Puoi contattarci alla seguente email: lea.hydromantes@tiscali.it

domenica 31 ottobre 2010

TREKKING SUL MONTE ALBO DI LULA.


Come arrivarci: Dall'abitato di Lula  si raggiunge la chiesa campestre del Miracolo, alla fine della strada asfaltata si parcheggia la macchina e si inizia il sentiero ben tracciato che ci porta fino a Sa Janna 'e Nurai.
Monta Albo Lula. Nurai Altudè cuili ott. 2010 004Sa Janna 'e Nurai


ITINERARIO: Dal parcheggio ci si avvia lungo una mulattiera in salita che si dirige a E verso la evidente sella di Janna 'e Nurai. Il percorso è in forte pendenza, immerso nella fitta vegetazione, e con un dislivello in salita di circa 200 metri ci porta ad una piccola sella. Il paesaggio si apre, siamo in una grande radura e la vista spazia sull'abitato di Lula e su una vasta porzione di territorio circostante. In direzioni opposte ci sono le due cime gemelle che sovrastano l'abitato di Lula: Punta Catirina e Punta Turuddò, entrambe alte 1127 metri slm. Qualche metro oltre la recinzione, sulla destra, parte un sentierino che si dirige verso delle evidenti pareti: dopo circa 150 metri si scende costeggiando queste pareti fino ad arrivare all'enorme imboccatura della Tumba de Nurai, voragine carsica che sprofonda nel terreno per oltre 100 metri. La tradizione, smentita dalle esplorazioni, racconta che in questo pozzo venissero precipitati, fra risa feroci, i vecchi del paese che avessero perso l'efficienza fisica e psichica.




      Ritornati alla selletta si riprende la direzione originale verso E, arrivando subito a Janna 'e Nurai. La mulattiera ritorna nel bosco, a Sas Patatas, e dopo circa 200 metri arriva ad un bivio segnalato con caratteristici cartelli in legno: a destra si va verso Chilivros e Punta Mandra Brujata: svoltiamo a sinistra, in discesa, fino a immetterci in una valle che prosegue, con forte pendenza e un paio di tornanti, in direzione E.
     In corrispondenza di un segnale di legno e di evidenti segnali di vernice, a sinistra si stacca una pista che porta, dopo duecento metri di forte salita, all'imboccatura della grotta di Sos Omines Agrestes, posta ai piedi di una parete di roccia.

     La grotta è un grande cavernone a sezione triangolare, sulla parete in fondo, dopo aver arrampicato con precauzione per 5/6 metri, si accede ad un cunicolo di circa 40 metri, riccamente concrezionato con stalattiti e formazioni colonnari.
     Una volta ridiscesi si prosegue sulla mulattiera, e dopo circa 1 chilometro di saliscendi, superato un bivio a sinistra che porta nei pressi di Punta Catirina, un segnale ci avverte di svoltare a sinistra per l'insediamento pastorale di Sa Costera.

Monta Albo Lula. Nurai Altudè cuili ott. 2010 096La caratteristica importante di questo posto, in un'areale assolutamente privo di acque superficiali, è una bellissima cisterna, scavata nella roccia e munita di copertura, che raccoglie l'acqua di qualche piccola vena e la conserva fresca e pulita. Una finestrella di legno si apre sulla cisterna, e un secchio legato ad una corda permette di attingere l'acqua. Là davanti si trova un abbeveratoio per il bestiame, e poco distante la capanna del pastore.
     Tornati sulla mulattiera, che diventa sempre più larga e comoda, si continua verso NE per un paio di chilometri, immersi in una lussureggiante lecceta. Di li' a poco, da destra, si innesta un ampio sterrato proveniente dalle zone di Monte Pizzinnu e Janna Petrosa, alle pendici del versante E del massiccio, lungo la SS 131 bis Nuoro Siniscola. Siamo ad Altudè, un grande altopiano ricoperto dalla lecceta e interessato da recenti interventi di riforestazione. La mulattiera si è trasformata in un comodo e ampio sterrato, che si percorre sempre in piano fino ad un incrocio con un'altra rotabile che si dirige a sinistra, a poca distanza dalla strada che arriva da Monte Pizzinnu. Un centinaio di metri dopo questo bivio ne segue un altro, sempre a sinistra, con una pista meno evidente.
     Si imbocca questa deviazione a sinistra e dopo meno di un chilometro arriviamo al "pinnettu" Juanne Moro, una capanna di singolare bellezza e in ottimo stato di conservazione, compresa la copertura di frasche in perfetta efficienza.
     Dopo una sosta ristoratrice si riprende la marcia: dietro il "pinnettu" una mulattiera in salita, nuovamente stretta e sconnessa, talvolta invasa da abbondante vegetazione, comincia a risalire verso i costoni calcarei di Sas Puntas. Un tornante dopo l'altro si guadagna quota verso le creste che guardano a NO, nuovamente verso Lula. Si sale per 300 metri di quota e, uscendo dal bosco fitto, ci si può voltare indietro e ammirare la vista verso i Piani di Altudè e, in lontananza, verso Monte Senes e la Baronia.
     Passo dopo passo si arriva ad un pianoro sotto le creste: ancora più su, davanti a noi, una spianata addossata alle pareti che danno verso la vallata e verso Lula. Si comincia a intravvedere, a Sae Mussinu, la cima del "pinnettu" proprio sul bordo della ripidissima discesa verso il fondovalle.
     Raggiunta la capanna, sull'altopiano ormai brullo e degradato, ci troviamo di fronte un enorme fenditura nella parete calcarea, che da nel vuoto, e istintivamente ci si aspetta che sia la porta verso la vallata sottostante; ma basta una occhiata per rendersi conto dell'assoluta verticalità del paesaggio, che non consente nessuna discesa. Bisogna spostarsi verso sinistra di qualche decina di metri, vicino al rudere di un vecchio ovile, per trovare il varco che si tuffa in una spettacolare discesa attraverso una delle scale più aeree e vertiginose delle nostre montagne. Sembra impossibile, davanti ad un paesaggio cosi' verticale, che si sia potuto ricavare un passaggio fino alla vallata.


     La discesa, di 300 metri di dislivello, avviene serpeggiando con strettissimi tornantini, in uno scenario mozzafiato. Dopo poco il carsismo nudo cede il passo alla macchia mediterranea, e il pendio si addolcisce un po' restando tuttavia molto scosceso. In meno di un'ora si scende fino alla strada asfaltata Lula - Sant'Anna.

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